Customers are not all the same, nor are companies
STEFANO LAIN, LA PRESSIONE, UN BUON CLIMA AZIENDALE E QUELLA VISIONE FILOSOFICA DI UN ECONOMISTA "PRESTATO" ALLE VENDITE
STEFANO LAIN, LA PRESSIONE, UN BUON CLIMA AZIENDALE E QUELLA VISIONE FILOSOFICA DI UN ECONOMISTA "PRESTATO" ALLE VENDITE
 
STEFANO LAIN, LA PRESSIONE, UN BUON CLIMA AZIENDALE E QUELLA VISIONE FILOSOFICA DI UN ECONOMISTA "PRESTATO" ALLE VENDITE


Accade spesso che il valore di un’intervista si riveli solo nelle battute finali. Quando i due interlocutori sono ormai ai saluti e la sensazione diffusa è quella di chi si è già detto tutto quello che c’era da dirsi. È successo così anche con Stefano Lain.  

Stefano è in Guffanti da poco più di due anni, e vive l’azienda sempre dalla stessa angolazione: quella dell’ufficio Sales.  

Che per chi non è pratico di dinamiche aziendali è un po’ come essere a metà strada tra due fuochi: di qua i clienti, con il loro bagaglio di sogni, paure ed esigenze diverse; di là l'azienda per cui lavori, con le sue pressioni e le sue legittime aspettative di business. E tu sei lì, nel mezzo. A provare a fare il tuo lavoro. A chiederti ogni volta se hai fatto la scelta giusta.  

Forse una delle cose che non ci siamo ancora detti - ci racconta un attimo prima di salutarci - è la parte più preziosa del mio ruolo in azienda”.  

A quel punto non possiamo lasciarlo andare. Cioè?, gli chiediamo. “E’ la gratificazione - riprende Stefano - Vedi, noi siamo il ‘primo contatto con il cliente finale, quelli che in azienda sono chiamati a tradurre tutto il lavoro che c’è stato prima di noi in una vendita. Però siamo anche quelli più a contatto con la proprietà, e quindi è normale che sulle nostre spalle ci sia molta più pressione che su altri settori dell’azienda.

 




Ma la gratificazione che avverti quando realizzi il sogno di una famiglia che vivrà in quella casa per 5, 10, 20 anni, o anche per tutta la vita, ecco, quella sensazione ti ripaga di tutte le tensioni che possono esserci in determinanti momenti in ruoli di questo genere.   E vedere che a distanza di anni da un atto un cliente ancora ti è grato per quello che hai fatto per la sua famiglia, è il più grande attestato di stima che si possa ricevere nel proprio lavoro!”.  

Un lavoro che Stefano si è scelto, anche se la vita, all’inizio, sembrava avergli riservato altro.    

In realtà questa in Guffanti è per me la seconda esperienza - ci spiega all’inizio, durante la chiacchierata che abbiamo fatto per GPeople, il progetto di comunicazione che racconta la vita in Guffanti attraverso le parole delle sue persone - Avevo già lavorato qui per un breve periodo prima della fine degli studi. Poi, dopo la laurea in economia, ho cominciato a lavorare a Milano. Ma in poco tempo ho scoperto che né il lavoro né Milano facevano al caso mio. E quando si è aperta questa nuova opportunità in Guffanti ne ho approfittato subito. All’inizio non è stato semplice, venivo da un altro mondo, mi è servito del tempo per carburare. Ora, a distanza di qualche anno, sento invece che questa sia la mia strada. Quello che mi aspettavo di trovare lo sto trovando. E sono contento.

Gli chiediamo, a questo punto, se è vero quello che si dice riguardo ai luoghi in cui si è stati felici. E cioè che sono tra i più inospitali al mondo.  

Tornando in Guffanti, poco più di due anni fa, ho trovato lo stesso ambiente di lavoro che avevo lasciato qualche tempo prima - continua - un ambiente positivo, in cui ci sono molti giovani ma anche molte persone con grande conoscenza del mercato e delle dinamiche aziendali. In cui ci si conosce tutti. E anche se non siamo più una piccola azienda e non partecipiamo attivamente alle attività di altri uffici come avviene in realtà più piccole, sappiamo tutti benissimo qual è il nostro compito e la direzione indicata dalla società.”

 







Eccolo lì! Ci risiamo. Il tema della qualità dei rapporti umani torna nei racconti e nelle parole di chi vive Guffanti ogni giorno. E’ praticamente una costante nelle tante interviste raccolte nel corso degli anni per il progetto GPeople.  

E anche a Stefano abbiamo chiesto se è questo il valore principale di un’azienda che, come è emerso anche in passato, “non può ancora essere considerata grande, ma certamente non può più essere considerata piccola”.  

Sicuramente il clima interno è un valore di cui ti accorgi subito una volta entrato - ci dice - ma all’inizio la prima cosa che ti colpisce è il forte radicamento che questo gruppo ha nel territorio.   Poche aziende di queste dimensioni sono conosciute in quest’area quanto lo è Guffanti. Un gruppo che ha una fama molto più ampia dell’azienda stessa, e questo è senz’altro un valore per tutte le persone che ne fanno parte”.  

A Stefano chiediamo poi di raccontarci se c’è già, nonostante la breve esperienza, un insegnamento che ha saputo cogliere e che gli ha permesso di cambiare in meglio il modo in cui vivere il proprio lavoro in Guffanti.    

Non so se sia proprio un insegnamento, ma è considerare ogni giorno come un giorno a sé - ci ha spiegato - La delicatezza del ruolo di chi si occupa di vendite, e le tensioni che possono generarsi in determinati momenti, possono diventare un peso per molte persone. E se non lo sai ‘leggere’, quel peso alla lunga può schiacciarti. Io invece credo di aver capito che a volte è importante lasciar correre perché poi ogni giorno ti offre la possibilità di riscattarti, di allentare quella pressione e di rimettere le cose a posto.