Per comprendere appieno il valore di certi
sentimenti, dovresti avere prima provato quelli opposti. Sembra tarata su
questo vecchio aforisma orientale la storia in Guffanti di Sara Tosetti.
Una storia cominciata nel gennaio del 2025 e
arrivata dopo altre due esperienze professionali.
Due capitoli che saranno il costante metro di
paragone con cui Sara ci argomenta in che modo, a 26 anni e una carriera ancora
tutta da scrivere, la scelta di investire le proprie competenze nel nostro
gruppo si stia rivelando la migliore decisione professionale che potesse
prendere.
“Quando sono entrata in Guffanti venivo da
due esperienze di lavoro completamente diverse - ci racconta Sara,
geometra, impiegata nell’ufficio tecnico - ero abituata a lavorare in
piccoli uffici, con poche persone, svolgendo compiti molto semplici e senza
grandi margini di autonomia.
Erano le prime esperienze, non avevo idea
di cosa fosse il lavoro. Pensavo che fosse quella la normalità per una persona
con poca esperienza. Quando si inizia a lavorare si pensa sempre che qualunque
lavoro vada bene, ma non è sempre così.
Perché per me quel tipo di attività
ripetitiva, in cui non c’era la possibilità di metterci del mio, non solo non
mi offriva già più alcuno stimolo, ma stava anche iniziando a farmi dubitare
delle mie reali capacità.
Mi chiedevo continuamente se sarei mai
stata all’altezza del compito che avevo sempre pensato sarebbe diventato un
giorno il mio lavoro. Da questo punto di vista Guffanti per me è stata una
sorpresa assoluta, perché non avrei mai creduto che in così poco tempo avrei
cambiato opinione su così tante cose: sicuramente sulla professionista che
volevo diventare, visto che finalmente potevo esprimermi e mettere un po’ del
mio in quello che facevo;
sul tipo di lavoro, che aveva finalmente
iniziato ad offrire dei margini alla mia creatività; e soprattutto sul mondo
del lavoro, che si stava dimostrando migliore di quello conosciuto nelle
primissime esperienze.”
La progettazione, le pratiche edilizie, l’iter
catastale: gli aspetti che occupano le giornate di chi lavora in un ufficio
tecnico come il nostro sono tanti e tutti molto diversi tra loro. Parlando con
Sara, ci rendiamo conto una volta di più di quanto sia alto, in realtà, il
rischio di perdere l’orientamento in un labirinto così intricato di mansioni e
scadenze. Ma è proprio Sara che in un passaggio della
nostra chiacchierata per il progetto G-People, l’iniziativa con cui
raccontiamo la vita in Guffanti nelle parole di chi la vive ogni giorno, ci
spiega alla perfezione cos’è che fa la differenza in momenti del genere.
“Quello
che mi ha davvero impressionato entrando in Guffanti è stato il grado di
affiatamento e la collaborazione che si vive nel mio ufficio - ci racconta
- Non posso dire se sia così in tutti gli uffici Guffanti, perché non li
vivo, ma il clima che si respira nell’ufficio tecnico è quanto di più
stimolante per una giovane professionista. Grazie al supporto del mio
responsabile, e dei confronti con colleghe e colleghi, penso di essere
cresciuta molto di più in un anno in Guffanti rispetto agli altri quattro fuori
da qui!”.
Il clima in azienda, per Sara, è dunque
l’elemento centrale di una sana relazione professionale. Ma anche ciò che ti
impegna materialmente tutti i giorni fa una grande differenza, nel lungo
termine.
“Dietro questa collaborazione c’è però
anche una crescita professionale - aggiunge –
perché quando ti confronti con tutti gli
interlocutori possibili, interni o esterni al tuo ufficio, finisci per
imbatterti anche nel lavoro degli altri.
E questo significa che oltre a conoscere
tanti aspetti di lavori che non sono il tuo, impari anche a relazionarti con
ruoli diversi che però dipendono dal tuo lavoro o che sono strettamente
collegati.
Ed è proprio questo aspetto che per me ha
più valore - ci dice Sara -: vedere che le cose succedono anche grazie al mio
contributo. È quando hai la percezione dell’impatto del tuo lavoro all’interno
dell’ingranaggio aziendale che succede la magia. Ad esempio: da noi parte il progetto, che
poi passa all’ufficio esecutivi, poi viene realizzato in cantiere e infine
arriva all’ufficio vendite: ecco, riuscire a vedere tutto questo
materializzarsi sotto i tuoi occhi è estremamente gratificante”.
E a proposito di gratifiche, in chiusura della nostra intervista chiediamo a Sara se c’è, tra le tante, una persona che sente di dover ringraziare più di altre per questo suo primo anno in Guffanti. Una domanda che suscita una reazione.
Gli occhi improvvisamente si stringono, ci
guarda come a dire ‘speravo di essermela scampata’, e capendo che non è così
allora sorride, poi alza lo sguardo al cielo, come in cerca delle parole
giuste, e infine ammette:
“sono sincera: se facessi un solo nome farei un torto alle colleghe e ai colleghi che mi hanno supportato e fatto sentire accolta e utile fin dall’inizio della mia esperienza in Guffanti. Chiaramente il primo supporto è arrivato dal mio responsabile, Emilio Guarnerio, ma è tutto l’ufficio tecnico che sento di dover ringraziare, perché tutte le colleghe e i colleghi mi hanno insegnato qualcosa in questi mesi, compresi i più giovani.
Perché qui è proprio così che funziona: in qualsiasi momento sai sempre di poter contare su qualcuno.”